Mutuo cointestato conviventi: come funziona, come richiedere

L’approvazione della Legge Cirinnà ha sancito la possibilità di accendere un mutuo intestato conviventi. La Legge 76/2016, celebre per l’introduzione delle unioni civili, ha esteso alle coppie non sposate un’opportunità fino ad allora preclusa. Tutelando la convivenza tra persone, si garantiscono loro alcuni diritti e doveri tipici del matrimonio. Scopriamo allora in cosa consiste il mutuo giovani coppie non sposate e come richiederlo.

Mutuo cointestato conviventi: cosa cambia

Fino al 2016 non è stato possibile, da conviventi, scegliere la comunione dei beni. Chiunque volesse vivere sotto lo stesso tetto era così costretto a cointestare l’abitazione. Per il mutuo acquisto casa, però, i problemi sorgevano nel momento in cui una delle due persone non poteva partecipare al pagamento delle rate. Qualunque situazione monoreddito suggeriva dunque la scelta di intestare il mutuo a una sola persona. Con le inevitabili ripercussioni del caso in caso di separazione o decesso di uno dei due interessati. Il mutuo cointestato conviventi risolve invece il problema, per effetto dell’inclusione della comunione dei beni.

Cointestare casa: il contratto di convivenza

Il mutuo cointestato conviventi è possibile grazie alla nuova legge sulle convivenze di fatto. Questa prevede la possibilità di regolare le questioni patrimoniali tramite un contratto di convivenza. Tale contratto permette di decidere tra separazione e comunione di beni e può essere redatto in forma pubblica o privata, come stabilito dagli artt. 50 e 51.

Mutuo cointestato conviventi: come funziona, vantaggi

Per ottenere un mutuo cointestato occorre dimostrare, tramite lo Stato di Famiglia, di essere conviventi da almeno due anni. Il mutuo cointesto conviventi garantisce una serie di tutele alle coppie non sposate che intendono accenderlo. In caso di decesso, ad esempio, il convivente mantiene il diritto di abitare nella casa comune da due a cinque anni. A stabilire l’arco temporale è la durata della convivenza al momento del decesso. In presenza di figli minori o disabili, invece, il tetto minimo non può essere inferiore a tre anni.

Detrazioni mutuo cointestato

Grazie al Fondo di Garanzia Prima Casa le giovani coppie possono godere della garanzia statale al 50% sul mutuo. In presenza di un mutuo cointestato, inoltre, è prevista la detrazione fiscale al 19% degli interessi passivi sul finanziamento. Qualora uno dei due non sia in possesso di un contratto di lavoro, il coniuge (per le coppie di fatto) che percepisce reddito può detrarre entrambe le quote se l’altro risulta fiscalmente a suo carico.

Mutuo cointestato conviventi: cosa accade in caso di separazione?

Il mutuo cointestato conviventi significa dividere le spese ma anche le responsabilità. I problemi maggiori possono subentrare in caso di separazione. A questo punto gli interessati possono decidere di vendere l’immobile per ottenere la liquidità utile per coprire il debito con la banca. In alternativa possono procedere al pagamento congiunto e in parti uguali, una formula intelligente soprattutto se le rate stanno per terminare. Infine si può considerare la possibilità, da parte di uno dei due, di abbandonare il mutuo. A questo punto sarà però la banca a decidere sull’eventuale sostituzione del mutuo presso un altro istituto creditizio.

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