Revisione autocarro: cos’è e come cambia nel 2018

Revisione autocarro: cos’è e come cambia nel 2018

Auto, moto e autocarri. La sostanza non cambia, le regole sì. Così come avverrà per le prime, a partire dal 20 maggio 2018 sono previste importanti variazioni sul tema della revisione autocarri. Obbligatorio per legge e già destinatario di alcune modifiche rilevanti lo scorso anno, il collaudo tecnico sui mezzi di portata uguale o superiore ai 35 quintali recepirà le recenti direttive dell’Unione Europea. L’aggiornamento della disciplina sulla materia, infatti, si è reso necessario per uniformare le regole a livello continentale. L’obiettivo è quello di contrastare le frodi sulla compravendita dei veicoli usati attraverso la falsificazione dei chilometraggi. L’accurata verifica del contachilometri e il rilascio di un certificato di revisione serviranno proprio a contrastare questo fenomeno. Ma andiamo con ordine.

Ogni quanti anni va fatta e quanto costa la revisione

La revisione autocarro è la verifica dello stato di salute del vostro veicolo. Serve a controllare l’efficienza delle parti meccaniche e dei dispositivi (dallo sterzo all’impianto elettrico, dai freni agli indicatori di direzioni) e ad accertarsi che questo rientri nei parametri per ricevere l’idoneità ambientale.

Le scadenze si allineano a quelle previste per le auto soltanto per autovetture, caravan e veicoli per trasporto promiscuo o ad uso speciale di massa non superiore a 35 quintali. Per questo tipologie la prima revisione va effettuata a quattro anni dall’immatricolazione del mezzo, le successive a cadenza biennale. I veicoli destinati al trasporto di persone o cose con numero di posti superiore a nove, adibite a taxi e noleggio con conducente, ambulanze, autobus o mezzi con massa uguale o superiore a 35 quintali dovranno invece effettuare annualmente la revisione.

Il suo costo è di 45 euro presso la Motorizzazione Civile, scelta obbligatoria per mezzi sopra i 35 quintali, di 66,88 euro nelle officine autorizzate. Costa decisamente di più, invece, non farla. Chi circola sprovvisto di regolare revisione va infatti incontro a una multa da 168 a 674 euro, con raddoppio della sanzione amministrativa in caso di recidività.

Revisione autocarro: le novità dal 20 maggio 2018

Le prime aggiunte alle norme sulla revisione autocarri sono state apportate mediante una circolare entrata in vigore il 6 giugno 2017. Attraverso questa si è stabilito l’obbligo di fornire un’attestazione di corretta manutenzione firmata dal responsabile dell’officina alla quale è stato affidato il veicolo. Una prescrizione che ha anticipato quella entrata in vigore il 20 maggio 2018 con l’introduzione del certificato di revisione. Tale documento deve inderogabilmente contenere una serie di dati: luogo e data del collaudo, numero e targa del telaio, carenze individuate e livello di gravità, lettura del contachilometri, risultato finale del controllo, generalità di chi ha effettuato le verifiche e data prevista per il successivo check.

In caso di carenze gravi è previsto il divieto dell’uso del veicolo su strade pubbliche. La sospensione verrà revocata soltanto dopo una nuova revisione con esito positivo.  A fronte di carenze lievi, invece, il veicolo potrà sostenere una nuova revisione già dopo un mese.

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