Prestiti personali: 5 cose da sapere prima di richiederli

I prestiti personali sono finanziamenti che consentono di ottenere denaro per qualunque necessità di acquisto. Vengono erogati da banche o finanziarie e la somma che si riceve a seguito di una richiesta prestito va restituita tramite rate mensili in un arco di tempo prestabilito. A differenza di mutuo o leasing, il prestito personale non è finalizzato. Quali sono le informazioni da conoscere per trovare il miglior prestito?

1.     Chi può richiedere un prestito personale

Il prestito personale può essere richiesto da dipendenti pubblici, statali e privati, pensionati e lavoratori autonomi che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 75 anni. Quest’ultima è la data termine del finanziamento. Ogni ente stabilisce le proprie regole in materia di concessione, ma a grandi linee non ci si discosta né per le categorie né per i limiti di età.

2.     Quali documenti bisogna presentare

Per ottenere i prestiti personali è sufficiente presentare:

  • Carta d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale o tessera sanitaria
  • Ultima busta paga ricevuta
  • Modello Unico o Certificazione Unica (730)
  • Ultimo cedolino della pensione, se si è pensionati

3.     In quali casi il prestito personale può venire rifiutato

Anche in questo caso ogni ente fa storia a sé. In generale la richiesta di prestito personale può venire bocciata se sussistono dubbi sulla capacità del richiedente di restituire la somma ricevuta. Questo non è però l’unica motivazione. Sono a rischio di risposta negativa anche coloro i quali hanno già un elevato numeri di finanziamenti accesi, oppure gli iscritti al registro pubblico dei protestati o che presentano rate scadute. Non va dimenticato, infine, che anche un’eccessiva incidenza delle rate sul reddito percepito può costare una “bocciatura”.

4.     Cosa sono TAN e TAEG

Quando si effettuano richieste di preventivo prestito è inevitabile imbattersi in queste due sigle. Cosa stanno a significare? Si tratta degli indici di costo del finanziamento, che insieme permettono di sviluppare il valore delle rate da rimborsare. Il TAN è il Tasso Annuale Nominale e rappresenta quello che viene applicato annualmente sul capitale finanziato. Il TAEG è invece il Tasso Annuo Effettivo Globale d’Interesse ed è l’indicatore, in percentuale, del costo globale del prestito. Quest’ultimo comprende le spese applicate ai fini di apertura e gestione del finanziamento.

5.     Cosa succede in caso di mancato pagamento di una o più rate

Se una volta ricevuto il prestito non si riesce a pagare una o più rate, il finanziamento viene interrotto? In caso di mancato o ritardato pagamento, l’ente che ha erogato il finanziamento deve effettuare la segnalazione di “cattivo pagatore” nelle banche dati. Sempre l’ente erogatore può richiedere il rimborso delle spese sostenute per solleciti (postali o telefonici), interventi domiciliari o, in caso di situazione perdurante, legali.

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