Moto e multe: quali sono le infrazioni stradali più comuni tra i motociclisti?

Nel 2019 sono state 47.610 le infrazioni stradali commesse dai motociclisti e punite con una multa. Lo rileva l’indagine prodotta di concerto da ACI-Istat, evidenziando i comportamenti scorretti dei centauri. Il numero delle infrazioni Codice della Strada è minore rispetto a quello degli automobilisti (1.075.271) e degli autotrasportatori (450.615). Colpisce, tuttavia, la natura delle contravvenzioni comminate ai motociclisti. Scopriamo perché e quali sanzioni codice della Strada sono più comuni quando si è in sella.

Infrazioni stradali in moto: centauri poco propensi a rispettare gli obblighi burocratici

Le infrazioni stradali più diffuse tra i motociclisti non riguardano le violazioni alle norme stradali. Mentre in assoluto le sanzioni frequenti riguardano il mancato rispetto della segnaletica e delle norme di sicurezze, le cose cambiano su due ruote. I motociclisti sono infatti poco avvezzi a rispettare gli obblighi burocratici. Si scopre così che, tra le 47.610 multe strappate, ben 8.457 sono giunte per mancata revisione del veicolo (artt. 80 e 176 comma 18 CdS). Seguono in questa classifica la non osservanza dell’obbligo di copertura assicurativa (art. 193), riscontrato in 6.927 circostanze, e il mancato possesso dei documenti della circolazione (artt. 180-181), con 6.006 casi.

Ai piedi del podio si colloca la guida senza patente o con patente revocata (art.116 CdS) con 4.081 infrazioni. Il superamento dei limiti di velocità (art. 142) si piazza invece “soltanto” al sesto posto, con 3.270 multe elevate, preceduto anche dal mancato utilizzo del casco (art. 171) con 3.675 episodi.

Infrazioni stradali moto: sanzioni

Come abbiamo potuto osservare, la seconda sanzione più ricorrente riguarda la copertura assicurativa. Il comma 2 art.193 del Codice della Strada stabilisce che chiunque circoli senza assicurazione subisce una multa da 849 a 3.396 euro. Inoltre se la stessa infrazione viene commessa e rilevata nuovamente entro due anni, scattano le sanzioni accessorie. Viene infatti prevista la sospensione della patente da uno a due mesi. Se la multa viene pagata in misura ridotta (art. 202) e viene corrisposto il pagamento dell’assicurazione per almeno sei mesi, il veicolo non viene immediatamente restituito al proprietario ma ne viene disposto il fermo amministrativo per 45 giorni.

La restituzione del veicolo è subordinata al pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia sostenute per il sequestro del mezzo e per il successivo fermo. La multa (comma 3) viene ridotta alla metà quando l’assicurazione RC Moto viene resa operante nei quindici giorni successivi all’avvenuta sanzione. La riduzione alla metà è prevista anche se l’interessato, entro 30 giorni dalla contestazione della multa, esprime la volontà e provvede a demolire e radiare al P.R.A. il veicolo. Per ricorrere contro una multa è possibile rivolgersi al Giudice di Pace, al Prefetto o all’ente che ha rilevato l’infrazione. La multa può essere contestata in caso di verbale incompleto o sbagliato, oppure se la notifica del verbale arriva oltre 90 giorni.

Si può contestare la multa anche in caso di doppia notifica della stessa infrazione, se questa riguarda il precedente proprietario o in caso di mancata identificazione dell’autorità competente. Essere in regola con l’assicurazione RC Moto è un obbligo per ogni motociclista. Se la tua polizza moto sta per scadere e vuoi risparmiare, affidati a Quale.it. Usa il comparatore per cercare l’offerta giusta per te, salva il preventivo gratuito e scegli entro i successivi 60 giorni.

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