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IPT auto: cos’è e quanto costa

IPT auto: cos’è e quanto costa

Tra le tante tasse che colpiscono la nostra auto ce n’è una particolarmente “fastidiosa”: l’IPT. L’imposta provinciale di trascrizione grava su tutti i veicoli italiani. Deve essere versata sia quando si acquista un’auto nuova che quando se ne acquista una usata e va direttamente nelle casse delle Province. L’imposta è dovuta per ciascun veicolo al momento di alcune richieste all’Unità Territoriale ACI (PRA). L’importo base è stabilito con decreto del Ministero delle Finanze e le province possono deliberare di aumentarlo fino a un massimo del 30%.

Istituita attraverso l’articolo 13 del dl n.446 del 15 dicembre 1997, l’IPT viene applicata al Pubblico registro Automobilistico per l’iscrizione, la trascrizione e l’annotazione dei veicoli. In caso di omesso, ritardato o parziale pagamento, è prevista una sanzione nella misura del 30% dell’importo non versato.

IPT: chi deve pagarla e chi può ottenere riduzioni?

Le leggi statali hanno previsto casi di esenzione dal pagamento dell’IPT che riguardano le seguenti tipologie di veicoli.

  •         Motocicli, ad eccezione dei motocicli d’epoca.
  •         Minivolture. Si intende la vendita di un veicolo da un privato a un concessionario/rivenditore di veicoli usati.
  •         Particolari categorie di disabili.
  •         Associazioni di volontariato.

Per ottenere le agevolazioni è obbligatorio farne richiesta indicando sulla nota di presentazione gli estremi di legge e allegando la documentazione a supporto.

Le stesse modalità permettono anche di ottenere riduzioni sul costo dell’IPT. Ne possono beneficiare.

  • Veicoli storici.
  • Veicoli speciali, con la specialità risultante dalla carta di circolazione (ad esempio betoniere o veicoli adibiti al trasporto del latte). In questo caso l’IPT è ridotta ad un quarto dell’importo dovuto.

A propria discrezione le province possono applicare agevolazioni in caso di veicoli acquisiti per successione ereditaria, trasferimenti di proprietà, veicoli ecologici, atti societari o Onlus.

IPT: come si calcola e quanto costa

Al pari del bollo auto, anche l’IPT si calcola in base alla potenza del motore espressa in KW. Il dato si ricava dalla carta di circolazione.

  • Fino a 53 kW. In questo caso l’importo è fisso e ammonta a 150,81 euro.
  • Sopra ai 53 kW. Per ogni kW si devono aggiungere 3,51 euro ai 150,81 euro di cui sopra.

A questa imposta base, detta IPT auto nazionale, andrà successivamente applicata la maggiorazione provinciale. Inoltre vanno sommati gli emolumenti Aci e l’imposta di bollo al PRA. Il totale da versare deve essere arrotondato per difetto (frazione fino a 49 centesimi) o per eccesso (superiore a 49 centesimi).

L’IPT provincia per provincia

Ben 89 delle 107 province italiane hanno applicato la maggiorazione del 30% sull’IPT concessa loro dalla legge. Vediamo nel dettaglio quali sono, invece, quelle che l’hanno predisposta in misura inferiore.

  •         Nessuna maggiorazione: Aosta, Bolzano e Trento.
  •         Maggiorazione del 10%: provincia di Matera.
  •         Maggiorazione del 20%: province di Arezzo, Avellino, Benevento, Grosseto, Latina, Pordenone, Reggio Emilia, Siracusa, Trieste, Udine, Vicenza.
  •          Maggiorazione del 25%: province di Crotone, Ferrara, Sondrio.

Se l’IPT è una tassa che va pagata in sede di acquisto dell’automobile, diverse sono le scadenze annuali che coinvolgono il vostro veicolo. La più importante tra queste riguarda l’assicurazione auto. Sul nostro sito potrai consultare e confrontare le migliori offerte in circolazione. Ti basteranno pochi click per generare un preventivo gratuito che resterà valido per 60 giorni e ti permetterà di effettuare con la massima tranquillità la tua scelta.

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