Errore nella compilazione del 730: chi paga?

Cosa si deve fare quando si sbaglia la dichiarazione dei redditi?  Da un po’ di tempo le cose sono cambiate, comportando nuove responsabilità a carico dei commercialisti e dei CAF nel caso di errore nella compilazione del 730.

Il nuovo modello 730 precompilato

Da qualche anno abbiamo vissuto una grande rivoluzione: il modello 730, per la maggior parte dei contribuenti, è ora precompilato. Se sei un lavoratore dipendente o un pensionato, avrai accesso a una dichiarazione dei redditi già compilata che potrai, volendo, modificare e integrare. Uno dei vantaggi di accettare il 730 on line precompilato senza alcuna modifica è che non sarai soggetto a controlli documentali. In caso contrario, ogni modifica può comportare un errore e le conseguenze sono più aspre.

La necessità di affidarsi a un professionista

Anche se il modello 730 editabile precompilato ha semplificato di molto il temuto momento della dichiarazione dei redditi, rimane sempre necessaria la presenza di un professionista se si intendono fare modifiche o integrazioni. Con i nuovi cambiamenti, però, la normativa prevede una notevole responsabilità a carico del commercialista. Il nostro consiglio è di non fare di testa propria, anche se la procedura sembra apparentemente più semplice e, quando in dubbio, affidarsi sempre a un professionista. Ricordate, infatti, che i commercialisti lavorano rispettando la professionalità riconosciuta dall’albo e il principio di diligenza (art. 1176 del Codice Civile).

Errare è umano: anche il commercialista può sbagliare

Cosa fare, però, quando la nostra dichiarazione dei redditi risulta sbagliata? Esistono diversi modi per fare ammenda, ma il nuovo sistema grava particolarmente sui professionisti ed è necessario capire come tutelarsi.

Sei un commercialista? Devi tutelarti

La dichiarazione (accettata o modificata) trasmessa dal commercialista deve essere provvista di visto di conformità. Ma in caso di errori riconducibili al rilascio di un visto di conformità infedele, il pagamento delle maggiori imposte, degli interessi e delle sanzioni, che sarebbero stati richiesti al contribuente grava solo ed esclusivamente sul commercialista (a meno che il contribuente abbia indotto il professionista in errore per dolo o grave colpa).

Il professionista, per tutelarsi, è tenuto quindi a stipulare una polizza assicurativa della responsabilità civile, per coprire le spese di eventi danni causati nel fornire assistenza fiscale e il massimale deve essere adeguato al numero dei suoi clienti e non inferiore ai 3 milioni di euro.

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