Assicurazione vita a favore di terzi: cos’è e come funziona

È possibile intestare la polizza vita a terze persone? Quando si stipula un’assicurazione sulla vita, questa è una delle domande più ricorrenti. Sulla figura dell’intestatario di una polizza assicurativa si è espresso il Codice Civile, rispondendo di fatto a questa domanda. Vediamo se e quando è valida l’assicurazione vita a favore di terzi.

Assicurazione vita: cosa bisogna sapere

Quando si stipula una polizza vita, così come accade per molte altre assicurazioni, le figure coinvolte sono tre:

  • Contraente: colui che stipula la polizza, ne paga il premio e indica nel contratto chi è l’assicurato e il beneficiario nel caso in cui si verifichi l’evento
  • Assicurato: colui sul quale viene stipulata la polizza
  • Beneficiario: non deve essere indicato precisamente, ma può essere anche generico

Perché e quando è possibile stipulare l’assicurazione vita a favore di un terzo? E quali sono le differenze tra questi tre soggetti?

Assicurazione vita a favore di un terzo: cosa prevede il Codice Civile

L’articolo 1920 del Codice Civile sancisce la validità dell’assicurazione vita a favore di un terzo. Viene infatti stabilito che “la designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta comunicata all’assicuratore, o per testamento”. Inoltre si aggiunge che “essa è efficace anche se il beneficiario è determinato solo genericamente”. Infine “equivale a designazione l’attribuzione della somma assicurata fatta nel testamento a favore di una determinata persona”. Pertanto, si conclude, “per effetto della designazione il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione”.

Assicurazione vita a favore di un terzo: come funziona

Qual è la traduzione di quanto appena scritto? Che a tutti gli effetti l’assicurazione vita a favore di un terzo è una soluzione contemplata dalla legge. Quando si verifica l’evento coperto dalla polizza, infatti, il beneficiario non può coincidere per ovvie ragioni con il contraente. In caso di morte la compagnia assicurativa è chiamata a pagare e per far sì che il premio sia goduto da qualcuno è necessario che ci sia un beneficiario.

La polizza sulla vita può essere sottoscritta dal contraente facendo figurare come assicurato un’altra persona. In favore di questa persona, quindi, il contraente versa il premo. In alcune circostanze può essere indicato proprio un beneficiario terzo, che non corrisponde né al contraente né all’assicurato. Quando si stipula un’assicurazione sulla vita a favore di un terzo, il soggetto che sottoscrive la polizza deve obbligatoriamente informare l’assicurato della scelta fatta. Quest’ultimo è infatti tenuto a firmare il contratto insieme al contraente.

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