Rivalsa RC Auto: quali condotte la fanno scattare

Il diritto di rivalsa delle assicurazioni è il rischio più grande per ogni assicurato. Inserita in ogni contratto di responsabilità civile auto, stabilisce il diritto della compagnia assicurativa di richiedere al contraente un risarcimento per gli importi liquidati a causa di un sinistro la cui responsabilità è a lui riconducibile. Ciò avviene quando si riscontrano condizioni particolari, quali il dolo del contraente o la cattiva condotta del conducente. Di norma, infatti, chi causa un incidente stradale ma rispetta le regole indicate nella polizza è tenuto a ricevere interamente l’indennizzo per i danni arrecati.

Come funziona la rivalsa Rc Auto

Il diritto di rivalsa Rc Auto in poche parole funziona così: dopo aver risarcito il danneggiato, la compagnia lo fa scattare facendosi indennizzare dal proprio cliente. Ciò a prescindere dal fatto che fosse lui alla guida o che avesse prestato l’auto. Alcune compagnie contemplano anche la clausola della rinuncia alla rivalsa a fronte di un ingente sovrapprezzo nel canone annuale, mentre altre suggeriscono di inserire clausole anti-rivalsa. Ma quali sono le condotte principali che favoriscono il ricorso e, quindi, obbligano l’automobilista a compartecipare l’indennizzo verso terzi?

Diritto di rivalsa: le violazioni che la fanno scattare

La violazione più comune è la guida in stato di ebbrezza. Tuttavia non è l’unica a determinare la rivalsa assicurazione anche se, affinché le compagnie possano avvalersene, devono sussistere requisiti certi.

  • Alcol. Rappresenta la causa più comune per la quale scatta la rivalsa. Per la guida in stato di ebbrezza esistono limiti noti: chi ha la patente da più di tre anni non può superare 0,5 g/l di alcol, mentre i neopatentati non possono bere sostanze alcoliche. Decisivo è però l’alcoltest effettuato dalle forze dell’ordine, in quanto rappresenta l’unica prova legale. Le misurazioni del tasso alcolemico avvengono a distanza di cinque minuti l’una dall’altra in caso di incidente, ma se il sinistro è grave possono comportare anche successivi esami del sangue in ospedale.
  • Uso di farmaci. Le medicine, specie se antidepressivi, sonniferi o ansiolitici, possono rientrare tra le sostanze psicotrope. Per la rivalsa la compagnia deve dimostrare che i farmaci hanno generato un profondo stato di affaticamento mentale o un colpo di sonno che ha causato il sinistro.
  • Droghe. In questo caso la rivalsa non scatta automaticamente dopo aver dimostrato la presenza di sostanze nel sangue. La compagnia deve infatti provare che la droga sia stata assunta poco prima di mettersi alla guida e che la sua assunzione abbia inciso sulla condotta.
  • Numero di passeggeri. Se nell’automobile ci sono più passeggeri rispetto al numero indicato nella carta di circolazione della stessa, si attiva automaticamente la rivalsa assicurativa.
  • Guida di un minore. Se questi sottrae indebitamente le chiavi dell’abitacolo al legittimo proprietario o se lo stesso glieli consegni in maniera autonoma, in caso di incidente la compagnia può rivalersi.
  • Guida inesperta. Questa condizione varia a seconda dei singoli contratti RCA. Alcuni prevedono che solo automobilisti “esperti”, ossia over 26 e con patente conseguita da più di due anni, possano guidare la vettura assicurata. Se si incorre in un incidente e viene a mancare uno dei due requisiti indicati nella polizza, la compagnia attiva la clausola.
  • Patente scaduta. A questa condizione è difficile sottrarsi. Se si è coinvolti in un sinistro e si viene beccati con il titolo di guida scaduto e non rinnovato, la rivalsa è sicura.
  • Revisione. Per ottenere l’indennizzo spettante l’automobile coinvolta in un incidente deve essere in regola. Se la vettura non è revisionata (la prima volta a quattro anni dall’immatricolazione e poi a cadenza biennale) non si sfugge al diritto di rivalsa.

Rinuncia alla rivalsa

Come abbiamo visto, tuttavia, è possibile effettuare la rinuncia rivalsa assicurativa, una soluzione che permette di evitare terremoti al portafogli davanti a situazioni del genere. In aggiunta esistono anche clausole più economiche, quali ad esempio quelle che non impediscono del tutto alla compagnia di farvi ricorso ma fissano un tetto massimo.

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