Immatricolazione auto estera: come fare, cosa serve, tempi e costi

Immatricolazione auto estera: come fare, cosa serve, tempi e costi

Immatricolare un’auto estera circolante su territorio italiano è una procedura obbligatoria. Come stabilito dall’articolo 132 del Codice della Strada, infatti, “Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali o a quelle di cui all’articolo 53, comma 2, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, se prescritte, sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine”. Il limite di un anno è una misura adottata per evitare comportamenti elusivi come quello di non pagare il bollo auto o le multe ricevute. La violazione della regola viene punita con una sanzione amministrativa che varia dagli 84 ai 335 euro. Il mancato rispetto della norma comporta inoltre l’interdizione all’accesso sul territorio nazionale.

Come immatricolare auto estera in Italia

Per compiere la procedura e iscrivere al PRA un veicolo nuovo o usato occorre rivolgersi allo Sportello Telematico dell’Automobilista. Lo STA si usa per i modelli importati in Italia da un paese dell’Unione Europa o appartenenti allo Spazio Economico Europeo (Islanda, Norvegia, Leichtenstein). Qualora non sia invece possibile farvi ricorso, occorrerà provvedere all’immatricolazione presso l’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile. Entro sessanta giorni dalla data di rilascio della carta di circolazione, si dovrà iscrivere il veicolo al PRA.

Documenti necessari

In caso di veicolo nuovo occorrerà presentare i seguenti documenti.

  •         Fotocopia di documento di identità/riconoscimento dell’acquirente. Se il documento è redatto in lingua straniera, bisognerà allegare una traduzione in italiano certificata conforme al testo straniero da un traduttore ufficiale
  •        Dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente
  •         Modello NP2C
  •         Modello NP2D
  •         Atto di vendita con firma del venditore autenticata
  •         Dichiarazione di conformità o certificato di conformità europeo con omologazione italiana
  •         Domanda compilata sul modulo TT2119 e firmata dall’acquirente presso gli uffici della Motorizzazione Civile

Qualora l’acquirente sia una persona giuridica, servirà inoltre una dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante per attestarne la sede. In caso di acquisto da parte di un cittadino extracomunitario residente in Italia, sono necessari copia del permesso di soggiorno in corso di validità o fotocopia del documento di identità oppure copia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

A fronte di immatricolazione di un’auto usata, invece, se il soggetto è già proprietario all’estero e ciò risulta dalla carta di circolazione, si può presentare una dichiarazione di proprietà con firma autentica dal notaio, da un comune o dai titolari/dipendenti delegati di uno STA. Sarà inoltre necessario presentare la carta di circolazione estera e una fotocopia della stessa.

Quanto e dove pagare

Le somme dovute per l’immatricolazione e l’iscrizione al PRA di un veicolo importato dall’estero sono le seguenti.

  • Imposta Provinciale di Trascrizione: l’importo varia a secondo del tipo di veicolo e della provincia di residenza
  • Emolumenti ACI: 27 euro
  • Imposta di bollo per iscrizione al PRA: 32 euro
  • Imposta di bollo DTT: 32 euro
  • Diritti DTT: 9 euro
  • Costo per il rilascio della targa: l’importo varia a seconda del tipo di veicolo e targa

Rivolgendosi a una agenzia di pratiche auto, oltre ai costi previsti per legge si aggiunge la tariffa del servizio di intermediazione.

Se la domanda viene presentata allo STA dell’unità territoriale ACI, le somme possono essere versate allo sportello al momento della richiesta in contanti o con pagobancomat. Se allo STA di una delegazione AC o un’agenzia di pratiche auto, le somme si possono versare allo sportello. A queste andrà nuovamente aggiunta la tariffa per l’intermediazione. Affidandosi all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile, infine, bisogna prima versare all’ufficio postale tutte le somme dovute per legge sui conti correnti postali e consegnare allo sportello le attestazioni di versamento.

Assicurazione auto per l’estero

Mettersi in regola è la prima cosa da fare se si entra in Italia con targa straniera. Tuttavia un modo per risparmiare ci sarebbe ed è favorito da una legge che disciplina solo parzialmente la materia. Affidarsi, ad esempio, a un noleggio a lungo termine presso una società con sede all’estero, permette di “aggirare” la norma sopra descritta. Se non intendi (giustamente) affidarti a pratiche borderline, ricorda che le polizze RC auto estere, sottoscrivibili anche in Italia (a quel punto si dovrà circolare con la Carta Verde) hanno validità un anno. Dopo la scadenza il veicolo dovrà essere immatricolato.

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