E-Bike, Pedelec, bici elettriche: cosa sono, differenze, assicurazione

E-Bike, Pedelec, bici elettriche: cosa sono, differenze, assicurazione

Un mezzo a portata di tutti. Mai come negli ultimi anni la bicicletta è diventata uno strumento prezioso per grandi e piccini. Se questi ultimi la possono usare per restare a contatto con la natura e – perché no? – imparare uno sport, gli adulti la prediligono per fare attività fisica nel weekend e, soprattutto, per gli spostamenti nel caos della città. Sono sempre più, infatti, gli uomini e le donne che se ne servono per raggiungere il posto di lavoro. Ne va senza dubbio del portafoglio e della salute, ma anche l’ambiente ringrazia. Un giusto compromesso tra sforzo fisico e abbattimento dei tempi è rappresentato dalla bici elettrica, una due ruote la cui diffusione è in continua crescita. Soltanto nel 2017 sono stati 148.000 i modelli venduti in Italia, con un aumento del 19% rispetto all’anno precedente. Sei tra i fortunati o tra i futuri possessori? Pensi di sapere davvero tutto sull’argomento? Scoprilo insieme a noi.

E-bike o bicicletta elettrica?

La differenza principale tra una bicicletta tradizionale e una elettrica, è il motore di cui è dotata quest’ultima. Attenzione però a non fare confusione. Molto spesso, infatti, e-bike e biciclette elettriche vengono assimilate. Tuttavia esistono diverse differenze, sulle quali vale la pena soffermarsi prima di ponderare ogni decisione. Riassumiamole nel dettaglio.

  •  Pedelec. Si tratta di una bicicletta a pedalata assistita, alla quale vengono applicati un motore elettrico, una batteria al litio e dei sensori in grado di rilevare istantaneamente la forza erogata sui pedali. Questo dato viene trasmesso a una centralina che decifra il sostegno da fornire al ciclista. Tale funzione viene definita “pedalata assistita”. Senza l’ausilio del motore, pertanto, si utilizza come una normale bicicletta, mentre con il suo contributo si dovrà comunque pedalare. La potenza si può aumentare e diminuire attraverso un computer posto sul manubrio. Di norma le aziende optano per un’assistenza di tipo eco, sport o turbo a seconda delle esigenze dell’acquirente e della sua necessità di fare ricorso all’elettronica. L’e-bike può infatti essere indistintamente una bicicletta da città, una mountain bike o una bici da corsa.
  •  E-Bike o Speed Pedelec. Sono mezzi equiparabili in tutto e per tutto a dei ciclomotori. Non esiste infatti un rapporto diretto tra pedalata e motore, poiché la loro marcia non deriva dalla componente umana.

Cosa prevede il Codice della Strada

A disciplinare materia è l’articolo 50 del CdS, distinguendo tra bici muscolare e bici a pedalata assistita: “I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.

Una conferma per le E-Bike arriva anche dalla Direttiva europea 2002/24, chiarendo come le biciclette a pedalata assistita, Pedelec o EPAC (Electric Pedal Assisted Cycle), siano “mezzi dotati di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”. Pertanto, in base allo standard europeo EN 15194, le Pedelec non necessitano di omologazione e non richiedono l’utilizzo della targa.

Il discorso diverge quando ci si sposta sulle E-Bike (speed pedelec). La loro omologazione si distingue tra L1eA e L1eB e si sottrae alla direttiva 2002/24 di cui sopra.

  •  L1eA: cicli a due o tre ruote progettati con trazione a pedale ed equipaggiati con motore elettrico ausiliario di potenza nominale inferiore a 1000 W in grado di raggiungere velocità non superiori ai 25 km/h
  •  L1eB: cicli a due o tre ruote dotati di motore elettrico con potenza nominale continua massima sino a 4000 W e che possono raggiungere velocità non superiore ai 45 km/h

Per la prima categoria è obbligatorio l’utilizzo del casco bici, mentre non sono ancora stati stabiliti in maniera univoca i limiti di età né gli obblighi di targa e assicurazione. La categoria L1eB è invece in tutto e per tutto assimilabile ai ciclomotori e chi intende mettersi alla guida è tenuto a osservare le norme riguardanti utilizzo del casco, della targa e sottoscrizione di una regolare assicurazione RC.

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