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Tutto quello che c’è da sapere sulla targa di prova: come funziona, chi può richiederla e come

Utilizzabile per prove tecniche, collaudi, dimostrazioni o per ragioni di vendita o di allestimento , dal 2002 la targa di prova (composta da caratteri neri su fondo bianco) è disciplinata in maniera più puntuale per quanto riguarda il rilascio, l’uso, la revoca e il rinnovo dell’autorizzazione.

Quale.it ha negoziato delle offerte per i propri clienti per le targhe prova di nuova immatricolazione:

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– Con rinuncia alla rivalsa e franchigia € 1.000, con aggiunta di polizza Zero Franchigia: la tariffa è di € 979.49.

Sono previsti ulteriori e significativi sconti per i clienti che arrivano da Unipol, Generali, Axa, Aviva, Itus, Sara, Zurich.

Per l’emissione della tua polizza targa prova invia un’e-mail ad assistenza@quale.it, pagamento via bonifico.

La nuova disciplina della targa di prova

Il D.P.R. 24 novembre 2001 concernente il “Regolamento di semplificazione del procedimento di autorizzazione alla circolazione di prova dei veicoli”, infatti, ha introdotto nuove norme che riguardano la targa di prova. Sono state dunque abrogate parti delle precedenti regolamentazioni previste dal Codice della Strada, introducendo ad esempio un unico modello di targa di prova valido sia per gli autoveicoli e i loro rimorchi che per ciclomotori, motoveicoli, macchine agricole o macchine operatrici.

Chi può richiedere la targa di prova?

Fra le categorie che possono richiedere l’autorizzazione alla targa di prova vi sono:

  • fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi, i loro rappresentanti, concessionari e agenti di vendita
  • Istituti universitari e Enti pubblici e privati di ricerca che fanno sperimentazioni su veicoli
  • fabbriche costruttrici di carrozzerie e di pneumatici
  • esercenti di officine di autoriparazione
  • aziende che si occupano del trasferimento su strada di veicoli non immatricolati per tragitti non superiori ai 100 km

L’autorizzazione al rilascio

L’autorizzazione alla circolazione di prova è rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – tramite gli uffici della Motorizzazione Civile – con validità annuale e deve essere tenuta a bordo del veicolo sul quale è necessaria la presenza del titolare dell’autorizzazione o di un soggetto che abbia un rapporto di collaborazione funzionale con il titolare dell’autorizzazione, attestato da una documentazione appropriata e provvisto di una delega.

Come richiedere la targa di prova

Le categorie sopra citate possono fare richiesta di targa di prova alla Motorizzazione civile di competenza (fa fede la sede dell’Azienda che la utilizzerà) dietro presentazione dei seguenti documenti:

  • modulo TT2119 (scaricabile anche online)
  • autocertificazione (o altra documentazione) relativa all’attività svolta
  • attestazione del pagamento dei versamenti dovuti

Targa prova: assicurazione RCA e revisione del veicolo

La targa di prova deve necessariamente essere coperta da assicurazione Rca per la responsabilità civile verso terzi (i cui prezzi seguono le logiche delle diverse compagnie assicurative) ed è soggetta al pagamento della tassa automobilistica.

Sono previste sanzioni pecuniarie da 84 euro a 335 euro per veicoli in circolazione di prova adibiti a uso diverso e da 25 euro a 99 euro per mancata esposizione della targa prova durante la circolazione. Perché rischiare?

Il motore di comparazione di Quale.it non ti consente di confrontare preventivi per le targhe prova ma scrivici a info@quale.it, sapremo suggerirti a chi rivolgerti.

 

Una recente sentenza della Cassazione (4 agosto 2016) ha sentenziato inoltre che l’uso della targa prova non esonera dall’obbligo di revisione del veicolo.

Cosa fare in caso di smarrimento della targa di prova?

Secondo l’articolo 3 del DPR 474/2001 in caso di smarrimento o sottrazione della targa il titolare ne deve fare denuncia entro 48 ore agli organi di Polizia e successivamente potrà chiedere un nuovo rilascio.

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