Coronavirus: convenienza e difficoltà di accendere un mutuo

Accendere un mutuo durante l’emergenza Coronavirus? Può rivelarsi una scelta vincente. Se l’epidemia rischia di mettere in ginocchio l’economia mondiale, a trarne beneficio è chi richiede un finanziamento. Prestiti e mutui sono infatti oggetto di ribassi, a condizione di saper scegliere il tasso giusto. Sapere quant’è lo spread oggi non è sufficiente per accaparrarsi il mutuo migliore. Vediamo quali sono pro o contro che si hanno nel richiedere un mutuo nel periodo storico flagellato dalla Covid-19.

Coronavirus: perché conviene accendere un mutuo

Per capire perché sia opportuno accendere un mutuo adesso occorre dare un’occhiata ai mercati finanziari. Tra mutuo più conveniente ed economia c’è infatti una relazione inversa. I tassi diventano vantaggiosi quando la situazione economica peggiora. Ciò avviene perché i tassi dei mutui sono definiti in modo tale che allo spread vengano affiancati due tassi: Eurirs e Euribor. Il primo viene preso in considerazione per i mutui tasso fisso e per la stessa durata del mutuo. Il secondo (Euribor) si usa per i mutui tasso variabile, nella versione mensile o trimestrale. I due tassi cambiano ogni giorno, alla stregua di titoli azionari, con una differenza:

  • Eurirs: la banca congela il calcolo della rate Eurirs di quel periodo al momento della stipula del mutuo. Ciò significa che il tasso resta quello del valore dell’Eurirs al momento della sottoscrizione
  • Euribor: la banca è chiamata a ricalcolare il tasso in basse all’evoluzione dei suoi indici

Quando l’economia vive un periodo di recessione, quindi, i tassi vengono tagliati e scendono anche quelli interbancari, compresi quelli dei piani di ammortamento per i mutui.

Accendere un mutuo conveniente: tasso fisso o variabile?

I migliori mutui in questo periodo storico sono allora quelli a tasso fisso o variabile? Nel confronto tra gennaio 2020 e aprile 2020 il tasso Eurirs è calato di circa 30 punti base. Il tasso fisso dei mutui si attesta dunque tra 0,5% e 0,6%, risultando perfino inferiore dei tassi variabili. Al contrario di quanto avvenuto per l’Eurirs, infatti, l’Euribor è aumentato di circa 15 punti, a causa della contrazione della liquidità determinata dal lockdown globale. Per questo motivo nel mese di aprile 2020 il tasso variabile ha registrato un aumento, come non era mai avvenuto negli ultimi sei anni.

Come scegliere: le alternative rinegoziazione e surroga mutuo

Accendere un mutuo con tasso fisso rappresenta dunque la soluzione migliore in questo periodo. L’inversione di tendenza tra tasso fisso e tasso variabile può inoltre spingere un mutuatario a cambiare tasso in corso d’opera. Questa pratica si può porre in essere attraverso la rinegoziazione mutuo o con la surroga mutuo, ovvero spostando il contratto presso un nuovo istituto.

Coronavirus: quali sono le difficoltà nell’accensione di un mutuo

Come abbiamo visto finora, accendere un mutuo durante l’emergenza Coronavirus presenta i suoi vantaggi. La soluzione ideale per risparmiare è quella di affidarsi a un mutuo a tasso fisso. Quali possono essere però le difficoltà nell’accensione mutuo? Su tutte c’è il distanziamento sociale, che comporta una serie di problemi ulteriori. La quarantena a cui sono stati obbligati i cittadini, a cui è stato chiesto di uscire dalle proprie case soltanto per ragioni di comprovata esigenza, porta con sé diverse criticità.

  • Mercato immobiliare a rilento: il susseguirsi di DPCM, a partire dal Decreto #IoRestoaCasa, ha prodotto due conseguenze a stretto giro di posta: crollo della disponibilità economica dei singoli e impossibilità di visitare gli immobili, collegata a quella di non produrre assembramenti
  • Difficoltà di accesso alle banche: dal 12 marzo al 3 maggio 2020 non è stato possibile recarsi nelle filiali bancarie. Un problema in più per chi è chiamato ad accendere un mutuo e si trova nella fase preliminare
  • Isolamento dei soggetti protagonisti: se non si è avviata la pratica prima della quarantena, è pressoché impossibile iniziare adesso. Venditori, compratori, notai ed emissari non possono infatti operare se non a distanza, una procedura inattuabile se si è ancora nella fase zero

Una soluzione intelligente è invece quella di iniziare a raccogliere i documenti necessari per stipulare il mutuo. Inoltre anche le funzioni bancarie eseguibili tramite home banking restano disponibili. Anticipando alcune di queste procedure, sarà possibile stipulare il mutuo non appena scaduto il termine del 3 maggio per le chiusure.

Coronavirus: stop ai mutui prima casa

Se accendere un mutuo casa a maggio 2020 può permettere di risparmiare, cosa accade per chi ha un mutuo in corso? Tra i provvedimenti emanati tramite il Decreto Cura Italia, è stato stabilito l’accesso al Fondo di Solidarietà prima casa anche a:

  • Lavoratori autonomi
  • Liberi professionisti

La condizione è l’autocertificazione di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019. Questo calo, in base alla disposizione del Decreto Legge 17 marzo 2020 n.18, deve essere avvenuto a seguito della chiusura o della restrizione della propria attività legate alle disposizioni adottate dall’autorità per l’emergenza Coronavirus. L’estensione rimane in vigore per 9 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. Per beneficiare del Fondo, che permette di sospendere il pagamento delle rate del mutuo fino a un massimo di 18 mesi, non bisogna presentare l’ISEE.

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