Caschi bici: quali scegliere, come misurarli e quando cambiarli

Caschi bici: quali scegliere, come misurarli e quando cambiarli

In Italia non vige l’obbligo di indossare il casco quando si va in bicicletta, né per i minori di 14 anni né per le altre fasce di età. Il nuovo Codice della Strada, aggiornato nel 2018, non ha infatti prescritto tale misura, mantenendo inalterate tutte quelle che regolamentano la circolazione su strada delle due ruote a pedali. Quello del Belpaese non è comunque un fenomeno isolato, se si pensa che sono pochissime le nazioni ad aver reso obbligatorio l’utilizzo. Tra queste si segnalano Australia, Canada, Spagna (fuori dagli agglomerati urbani), Slovenia (minori di 14 anni), Svezia (minori di 15) e Finlandia.

Nonostante ciò l’argomento rimane discusso e caldo tra chi usa abitualmente la bicicletta. La sicurezza di chi si accomoda in sella passa senza dubbio attraverso un uso intelligente dell’abbigliamento bici e delle protezioni idonee, ma è innegabile che i deterrenti migliori debbano giungere “dall’alto”. In quest’ottica ha riscosso ampio consenso l’introduzione dell’obbligo della distanza minima di 1,5 metri tra automobili e biciclette in caso di sorpasso delle prime. Una prescrizione che riduce la possibilità di essere “risucchiati” o di sbandare per il colpo d’aria, ma che concretamente trova una complicata applicazione. Come comportarsi, allora, quando si decide di fare una “sgambata”? E quale look sfoggiare?

La sicurezza prima del look

Mettiamo subito in chiaro un punto: andare in bicicletta non significa partecipare a una sfilata. Ego e vanità sono peculiarità da lasciarsi alle spalle insieme all’uscio di casa. Che si decida di afferrare il manubrio per andare a comprare il pane o per un allenamento di più ore, è sempre suggerito anteporre la propria incolumità all’estetica. Ricordando, altresì, che il casco bici non corrisponde a un salvavita, ma che può ridurre drasticamente il rischio di traumi soprattutto a fronte di impatti a basse velocità. Sui pedali, infatti, si è pur sempre gli utenti deboli della strada. Basti pensare alla tragedia che ha coinvolto Michele Scarponi, il noto ciclista professionista deceduto nell’aprile del 2017 a seguito di in un incidente con un furgone, nella sua Filottrano, nonostante l’utilizzo del casco.

L’influenza della televisione

Proprio dai campioni della televisione traggono esempio gli appassionati. Se fino alla fine degli anni ’90 (basti pensare ai due Mondiali vinti da Gianni Bugno o alle imprese di Marco Pantani nei Grandi Giri) era inconsueto vedere un ciclista indossare il casco, la prassi è cambiata nel 2003. A seguito dell’incidente mortale in gara di Andrej Kivilëv, l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ne ha imposto l’utilizzo in gara, escludendola nei primi anni per i chilometri finali delle tappe con arrivo in salita. La novità ha avuto effetti interessanti sugli amatori, il cui spirito di emulazione ha prodotto l’aumento delle vendite dei caschi bici.

Come è fatto un casco bici

Tutti i modelli attualmente sul mercato hanno l’obbligo di soddisfare le normative europee vigenti. Ciascuno deve riportare la marcatura CE e la normativa di riferimento EN 1078. A fare la differenza tra le varie proposte sono i materiali con cui vengono realizzati. Un casco bici è così composto.

  • Calotta esterna: è la parte che viene maggiormente curata (e verniciata) per essere accattivante e rivendibile. Solitamente è in policarbonato o in fibra di carbonio e resiste agli agenti atmosferici
  • Calotta interna: unita a quella esterna da una saldatura, è fatta in poliuretano espanso o in schiuma. È la parte soggetta a deformarsi in caso di caduta
  • Fissaggio posteriore: è la rotella posta sulla parte posteriore e che permette di fissare il casco alla nuca
  • Cinturini: consentono il fissaggio (sotto il mento) evitando che la protezione scivoli dalla testa quando si è in movimento

Quale modello scegliere

Ovviamente la scelta sarà sempre influenzata dal budget a disposizione. Occhio però a non farsi ingannare: non necessariamente (o non sempre) un casco più costoso equivale a un casco più sicuro. Come detto,se entrambi soddisfano le normative, il grado di protezione sarà lo stesso. A divergere saranno eventualmente i materiali o la marca: come noto, del resto, ogni casa costruttrice, a seconda della fama, ha un suo costo. Prima di scegliere verificare sempre la verniciatura della calotta esterna ed eventuali deformazioni o rigonfiamenti di quella interna. Inoltre abbiate cura di testare la solidità dei cinturini, tirandoli con entrambe le mani, e di aprire più volte la chiusura per constatare la robustezza del perno.  

Come effettuare la misurazione

Un altro fattore da tenere in considerazione è la vestibilità. Dopo averlo indossato, è consigliato scuotere la testa per vedere se il casco balla. Se non lo fa, ma preme troppo sui punti d’appoggio (fronte, tempie, nuca), allora è troppo piccolo. Il casco giusto per voi è quello che non si muove né si sposta quando abbassate e rialzate rapidamente la testa. Le aziende forniscono di solito due misure: S/M (circonferenza cranio da 51 a 57 centimetri) e L (superiore ai 57 centimetri).

Quando sostituirlo

Nessun casco è eterno. L’accorgimento che si può prendere è quello di pulirlo, provando ad evitare urti e cadute. Facile a dirsi, non sempre a realizzarsi. Per questo vi consigliamo di sostituirlo, a meno che non ne facciate un uso continuativo, a fronte dei danneggiamenti della calotta interna e di urti particolarmente violenti che pure non abbiano lasciato particolari segni esterni. Se non siete più sicuri della sua tenuta, è meglio procedere alla sostituzione.

In futuro sarà nostra cura suggerirvi i modelli migliori per ogni uso: bici da passeggio, mountain bike, bici da corsa, bici elettriche, biciclette da bambini o enduro. Per adesso ricorda sempre di rendere la tua pedalata sicura. Sul nostro sito potrai valutare tutte le offerte delle polizze legate alla bicicletta e assicurarla contro furti, incidenti e atti vandalici. Cosa stai aspettando?

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