Cambio domicilio: come e dove farlo, documenti

Hai bisogno di fare un cambio domicilio e non sai come fare? Pensi di dover affrontare la stessa trafila che spetta al cambio di residenza? Niente paura. Vediamo come funziona il cambio di domicilio.

Residenza e domicilio differenza

Prima di tutto è importante definire la differenza tra domicilio e residenza. Entrambi sono descritti dal Codice Civile, all’articolo 43:

«Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.»

Il domicilio è una situazione di diritto, non di fatto. Interessa cioè l’intenzione di una persona di avere lì la sede principale dei propri affari e dei propri interessi. Possiamo dire, quindi, che il domicilio sia più inerente all’attività lavorativa di una persona, rispetto alla residenza.

Domicilio e residenza: differenza sostanziale? Nella maggior parte delle persone no, domicilio e residenza coincidono. Possono però essere possibili delle eccezioni, non particolarmente rare.

Poniamo che una persona abiti a Monza ma lavori a Milano. È possibile eleggere il suo negozio milanese come domicilio per permettere di ricevere lì atti, documenti, raccomandate legate al suo lavoro.

Il luogo di residenza, invece, rimarrà sempre quello dove – per esempio – si vota.

Tipi di domicilio: quali sono?

Esistono quattro tipi diversi di domicilio:

  • Domicilio volontario
  • Domicilio legale
  • Domicilio generale
  • Domicilio speciale

Il domicilio volontario è quello ordinario, ovvero quel luogo che la persona sceglie di eleggere a domicilio per gli usi consentiti dalla legge e per comodità.

Il domicilio legale è quel domicilio stabilito dalla legge per alcune persone, come per esempio i minori o persone disabili che hanno per legge il domicilio presso la residenza della famiglia o del tutore legale.

Il domicilio generale è invece il luogo in cui il cittadino può stabilire in modo generale la sede principale dei propri affari e interessi. In quanto tale, è unico.

Il domicilio speciale può essere invece più di uno, perché è il luogo in cui il soggetto stabilisce la sede solo di determinati affari e interessi. Per esempio, una persona può eleggere il proprio domicilio speciale presso lo studio del proprio avvocato, qualora ci fosse una causa in corso.

Esiste infine un domicilio speciale e più recente, che è quello digitale. Cosa si intende per domicilio digitale? Da qualche anno, con l’introduzione della PEC (Posta Elettronica Certificata), che ha valore legale e sostituisce le raccomandate (con conseguente risparmio di tempo e denaro, sia per le pubbliche amministrazioni sia per i cittadini), è facoltà del cittadino eleggere il proprio domicilio digitale. Come? Solo indicando il proprio indirizzo di posta elettronica certificata. 

Cambio domicilio, cosa fare?

Come cambiare domicilio, quindi? Mentre il cambio residenza è un processo piuttosto lungo, per cui è necessario passare per il Comune, il cambio domicilio è una passeggiata.

Non esistendo alcuna registrazione amministrativa, basta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: insomma, è sufficiente un’autocertificazione.

Sempre il Codice Civile ci illustra le possibilità del cambio di domicilio: l’articolo 44 del Codice Civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262) così si esprime circa il trasferimento della residenza e del domicilio.

Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge [31 disp. att.].

Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si è fatta una diversa dichiarazione nell’atto in cui è stato denunciato il trasferimento della residenza.

Quindi, se cambi residenza, cambierai automaticamente anche il domicilio, a meno che non sia dichiarato diversamente.

Modulo cambio domicilio: un fac simile

Non esiste uno specifico modulo cambio domicilio. Come abbiamo accennato, basta una dichiarazione sostitutiva di notorietà. Questo che segnaliamo è un esempio, un fac simile, utilizzabile per tutte le necessità “base” in cui sia necessario comunicare il proprio cambio domicilio.

CAMBIO DI DOMICILIO – DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ

(Art. 46 – lettera b D.P.R. 28 dicembre 2000, n° 445)

Il/la sottoscritto/a … nato/a in … il … residente in … via … n° … consapevole che in caso di dichiarazione mendace sarà punito/a ai sensi del Codice Penale secondo quanto prescritto dall’art. 76 del succitato D.P.R. 445/2000 e che, inoltre, qualora dal controllo effettuato emerga la non veridicità del contenuto di taluna delle dichiarazioni rese, decadrà dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base della dichiarazione non veritiera (art. 75 D.P. R. 445/2000), 

DICHIARA

di eleggere il proprio domicilio in via … Comune …

Ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003 autorizza la raccolta dei presenti dati per il

procedimento in corso. Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n° 445.

La dichiarazione andrà poi datata e firmata. 

Cambio domicilio: proteggere la propria casa dona sicurezza

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