Abbigliamento invernale ciclismo: come vestirsi nei mesi freddi

Abbigliamento invernale ciclismo: come vestirsi nei mesi freddi

Italia: terra di mare, sole e cicloamatori. Ma cosa accade quando i mesi caldi terminano e la voglia di pedalare non scema? Anche in inverno sono infatti molti i ciclisti, più o meno esperti, che non perdono il vizio di concedersi una salutare sgambata. A prescindere dal grado di preparazione, dal tipo di allenamento e dalla sua distanza, è fondamentale scegliere l’abbigliamento adatto. Riposti nei cassetti estivi i completini ciclismo alla moda, è il momento di coprirsi adeguatamente rispettando poche semplici regole.

Abbigliamento ciclismo invernale: le parti del corpo da proteggere

Un ciclista che pedala nei mesi freddi, a prescindere dalla regione in cui si cimenta, deve seguire regole valide per i neonati. Vi sembra assurdo? Invece non lo è. Per pedalare in maniera efficace e senza soffrire il freddo, infatti, è indispensabile restare caldi e asciutti. Utilizzare capi che non garantiscano una corretta traspirazione del sudore concorre ad aumentare il rischio di imbattersi in malanni al rientro e, soprattutto, farà patire le pene dell’inferno mentre si è in sella. Il primo suggerimento è quello di investire su divise ciclismo di buon materiale e che sappiano trattenere il freddo, proteggendo le parti sensibili del corpo. In primis le estremità: punte delle dita dei piedi e delle mani. Ovviamente non va trascurato un’altra componente: la velocità. Quando ci si prova un capo, bisogna tener conto che in sella si dovrà far fronte anche l’impatto del vento, che concorrerà ad aumentare la percezione del freddo.

Abbigliamento invernale ciclismo: consigli

Come si traducono in fatti concreti le suddette necessità? Un’altra buona norma da osservare è la seguente: pochi ma buoni. Il riferimento è ai vestiti da indossare. Ricordate che non vi trovate in ufficio, dove vige la regola del “vestirsi a cipolla”. In bici bastano pochi indumenti, purché siano quelli giusti. Dal freddo, infatti, non ci si riprende, mentre se si sente caldo (ma il consiglio è quello di regolarsi dopo un po’ di tempo dall’inizio dell’uscita) si può sempre porre rimedio. L’ideale è quella di dotarsi di capi termici e dei seguenti indumenti/protezioni.

  • Copriscarpe invernali: servono a proteggere gli scarpini e a ridurre il freddo che giunge ai piedi. L’ideale è sceglierli antivento e resistenti alla pioggia. Sono in grado di proteggere fino a temperature notevolmente inferiori agli 0° C. In alternativa si può scegliere di acquistare direttamente scarpe invernali o antipioggia, senza “coprire” gli scarpini che si utilizzano per tutta la stagione. Questa può essere una scelta opportuna per chi fa un uso continuativo della bicicletta e non ha problemi di budget.
  • Calzini: nulla protegge meglio della lana merinos. Soprattutto se si soffre alle estremità, è suggerito spendere un po’ di più per assicurarsi una protezione totale dal freddo.
  • Salopette: è l’unico capo che va a contatto con le gambe, dove è assolutamente sconsigliato mettere scaldamuscoli o simili che renderebbero meno fluido il gesto della pedalata. Per questo consigliamo di scegliere quelli imbottiti e che tengano almeno fino a 5°C.
  • Guanti invernali: preferibilmente da abbinare a sottoguanti. Devono essere della misura giusta per garantirvi di utilizzare freni e cambio senza problemi. I modelli più moderni sono touchscreen e permettono di fruire dei computer e dei GPS senza dover ricorrere ai comandi collocati ai lati dello schermo.
  • Maglia termica: indossata a pelle, è l’indumento che fa davvero la differenza. Se di ottima qualità, isola dal freddo e mantiene asciutti, permettendo di non indossare altre maglie sotto la giacca. Per avere una che trattenga il sudore e protegga dal vento, non si può pensare di spendere meno di 30/40 euro.
  • Giacca invernale: è l’indumento più “esterno” che si indossa e, pertanto, il suggerimento è quello di scegliere colori visibili anche in condizioni di scarsa luce, soprattutto se si decide di allenarsi nel pomeriggio. È inoltre opportuno scegliere la taglia che ci appartiene, poiché una giacca troppo larga favorirebbe le infiltrazioni d’aria. I modelli autunnali riparano dai 5° C ai 15° C, quelli invernali scendono abbondantemente sottozero. Il costo? Non meno di 50 euro fino a un massimo di 300.
  • Sottocasco e scaldacollo: per tenere al caldo anche la testa esistono diverse soluzioni. La prima è quella di usare un copricasco, che ha di fatto la stessa funzione del copriscarpe. In alternativa si può usare un sottocasco (una sorta di bandana invernale) o uno scaldacollo che copra anche il viso. Quest’ultimo somiglia a un passamontagna e lascia scoperti bocca e naso per respirare, garantendo una protezione perfetta al resto del viso.

Preso appunti? Ora che hai ben chiaro come equipaggiarti per le tue uscite al fresco, ricorda di farlo in tutta sicurezza. Con l’asfalto che può essere reso ancora più viscido dagli agenti atmosferici, è consigliato affidarsi a un’assicurazione bici che ti tenga al riparo contro ogni tipo di evenienza. Con la polizza Bicicover sottoscrivibile sul nostro sito, potrai infatti assicurare la tua due ruote contro danni, furto e incendio e altri inconvenienti come atti vandalici, guasti e danni da usura. L’offerta è valida anche per le E-Bike e le biciclette con pedalata assistita.

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